
Cos’è e a chi spetta l’Assegno Unico?
L’assegno unico è la prestazione economica riconosciuta alle famiglie con figli a carico.
Spetta a partire dal settimo mese di gravidanza ed è riconosciuto anche ai figli maggiorenni, fino a 21 anni, indipendentemente dalla condizione lavorativa e dal reddito. Per i figli con disabilità spetta senza limiti di età.
L’assegno viene erogato per i figli maggiorenni solamente al rispetto di almeno una delle seguenti condizioni:
– frequentano l’università o corsi di formazione scolastica o professionale
– svolgono un tirocinio o attività lavorativa per un reddito complessivo inferiore a € 8.000,00 annui
– sono disoccupati e in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego
– svolgono il servizio civile universale
Requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno.
Possono fare domanda per la prestazione tutte le categorie di cittadini e cittadine: lavoratrici e lavoratori dipendenti (sia del settore pubblico sia del privato), autonomi, pensionati, disoccupati, inoccupati ecc., anche in assenza di ISEE o con un valore superiore alla soglia prevista: € 45.939,56 per il 2025.
I genitori che fanno richiesta per l’assegno unico devono essere però in possesso di requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio:
– essere cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente.
– essere cittadini di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.
– essere titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi o titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi.
– essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia.
– essere residente e domiciliato in Italia.
– essere, o essere stato, residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, o sia titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.
A quanto ammonta l’Assegno Unico?
L’Assegno Unico è una prestazione universale e progressiva: spetta a tutte le fasce di reddito, ma si calcola sulla base del valore dell’ISEE.
L’importo dell’assegno unico si calcola, inoltre, sulla base della composizione del nucleo familiare e sono riconosciute alcune maggiorazioni che aumentano l’ammontare spettante.
Nello specifico, la somma che viene erogata dall’INPS ogni mese è composta da:
1) una quota variabile
2) una quota a titolo di maggiorazioni
La prima è determinata in modo progressivo in base al valore ISEE del nucleo familiare, mentre la seconda è variabile in base in base a una serie di parametri da valutare caso per caso.
Nel 2025 l’INPS ha effettuato la rivalutazione annuale dell’importo dell’assegno: le tabelle con la rivalutazione degli importi e le relative soglie ISEE sono state fornite con la circolare n. 33/2025.
In base alla rivalutazione annuale, il valore minimo dell’assegno unico è salito a €57,50 al mese (precedentemente era di €50,00) mentre l’importo massimo è passato a €201,00 (precedentemente era di €175,00) per ogni figlio minorenne a carico.
Per i figli a carico di età tra i 18 e i 21 anni, gli importi possono variare da un minimo di €25,00 fino ad un massimo di €85,00.
L’importo base dell’assegno, poi, può essere maggiorato sulla base di numerosi altri elementi. L’assegno, infatti, aumenta nei seguenti casi:
– per figli con disabilità
– dal terzo figlio in poi
– per i figli di madri con meno di 21 anni d’età
– presenza di un secondo percettore di reddito
A queste si aggiungono anche altre possibili maggiorazioni:
– nuclei con figli di età inferiore ad un anno: per ciascun figlio con meno di un anno, l’importo dell’assegno è incrementato del 50% fino al compimento del primo anno di vita.
– nuclei familiari con almeno tre figli e indicatore ISEE pari o inferiore a €45. 939,56,00: in questo caso per ciascun figlio l’importo è incrementato del 50%.
– nuclei familiari con almeno quattro figli a carico: in questo caso è prevista una maggiorazione forfettaria pari a €150,00.
Gennaio e febbraio 2025 saranno invece gli ultimi mesi in cui sarà erogata la maggiorazione transitoria in favore delle fasce di ISEE più basse che nel 2021 percepivano l’assegno per il nucleo familiare in presenza di figli minori.
SERVIZIO INPS PER LA SIMULAZIONE DEL CALCOLO.
Per facilitare cittadini e cittadine nel capire a quale cifra possono avere diritto, da tempo l’INPS mette a disposizione delle famiglie il servizio che permette di simulare il calcolo dell’importo dell’assegno unico.
Il sistema automatizzato propone all’utente una serie di domande in successione che cambiano dinamicamente in base alle risposte fornite.
Compilando tutti i dati richiesti, gli interessati potranno calcolare l’importo dell’assegno che verrà corrisposto per l’anno in corso, comprensivo delle eventuali maggiorazioni.
Il simulatore è accessibile sul portale istituzionale al seguente percorso:
” Servizi – Assegno Unico – Simulatore”
La simulazione non comporta la presentazione della domanda.
Quando e dove presentare domanda?
Per ottenere l’assegno unico per i figli a carico, i genitori devono inviare un’apposita domanda all’INPS. Per farlo, i richiedenti in possesso dei requisiti previsti possono utilizzare diversi canali messi a disposizione dall’Istituto:
– direttamente online dal sito dell’Istituto, accedendo all’apposito servizio tramite credenziali SPID, CIE o CNS
– tramite l’App INPS Mobile
– rivolgendosi agli istituti di patronato
La domanda può essere trasmessa da uno dei due genitori che esercita la responsabilità genitoriale a prescindere dalla convivenza con il figlio. Può essere inviata anche da un tutore o dagli stessi figli al compimento della maggiore età.
In fase di compilazione, il genitore richiedente può indicare le modalità di pagamento che preferisce ed eventualmente inserire anche i dati di pagamento dell’altro genitore nel caso di opzione per la ripartizione dell’assegno al 50%.
In caso di affidamento esclusivo, il richiedente potrà chiedere la corresponsione del 100% dell’importo spettante.
La domanda ha una durata annuale.
Per tutti i beneficiari che già ricevono l’assegno con una domanda in corso di validità, la prestazione viene rinnovata automaticamente senza il bisogno di presentare una nuova domanda.
I genitori sono però tenuti a comunicare all’INPS eventuali variazioni nelle informazioni indicate in precedenza, tramite la presentazione di una DSU aggiornata, come ad esempio:
– la nascita di figli
– la variazione o inserimento della condizione di disabilità del figlio
– le variazioni della dichiarazione relativa alla frequenza scolastica/corso di formazione per il figlio maggiorenne (18 – 21 anni).
– le modifiche attinenti all’eventuale separazione/matrimonio dei genitori
– i criteri di ripartizione dell’Assegno tra i due genitori sulla base del provvedimento del giudice o dell’accordo tra i genitori.
– variazione delle condizioni per la spettanza delle maggiorazioni
– variazioni delle modalità di pagamento prescelte dal richiedente e/o dall’eventuale altro genitore.
Almeno ogni anno bisogna quindi presentare l’ISEE aggiornato.
La domanda deve, invece, essere presentata da chi riceve la prestazione per la prima volta oppure da chi ha una domanda con stato respinta, revocata o decaduta o nel caso di rinuncia.
Scadenze ISEE.
A differenza di altre prestazioni INPS a base ISEE, per l’assegno unico è fondamentale tenere a mente diverse scadenze legate alla presentazione della dichiarazione.
Come ogni anno, anche nel 2025 per continuare a ricevere tutto l’importo spettante nel corso dell’anno, l’ISEE aggiornato va presentato entro il 28 febbraio. Senza un modello aggiornato al 2025, infatti, dal 1° Marzo l’assegno unico viene erogato con l’importo minimo.
Ad ogni modo, per le domande presentate dal 1° Marzo al 30 Giugno 2025, l’assegno unico spetta con tutti gli arretrati a partire dal mese di marzo.
Per quelle successive al 30 Giugno, l’assegno viene erogato a partire dal mese successivo a quello di presentazione ed è determinato sulla base dell’ISEE al momento della domanda. Inviando la domanda oltre il 30 Giugno non si ha diritto a ricevere gli arretrati.
Quando arrivano i pagamenti e gli arretrati?
L’INPS comunica alle famiglie beneficiarie dell’assegno unico le date di pagamento della prestazione. L’Istituto fa distinzione tra gli assegni che non hanno subito variazioni di importo nel mese precedente e quelli che, invece, sono cambiati in ragione di mutamenti delle condizioni del nucleo familiare.
Solitamente l’assegno viene pagato attorno al giorno 20 del mese di riferimento. Si attende ancora la comunicazione INPS con il calendario dei pagamenti per il 2025.
Le date fornite dall’INPS si riferiscono ai pagamenti per gli assegni che non hanno subito variazioni rispetto al mese precedente. Per chi presenta una nuova domanda, invece, la prima mensilità viene erogata nell’ultima settimana del mese successivo a quella di presentazione della richiesta. Nella stessa data viene accreditato anche l’importo delle mensilità spettanti nel caso in cui l’assegno sia stato oggetto di un conguaglio, a credito oppure a debito.
Per controllare l’accredito INPS, così come lo stato della domanda presentata, è possibile collegarsi al fascicolo previdenziale del cittadino, disponibile nell’area riservata del Portale dell’Istituto, al quale si accede tramite le proprie credenziali SPID, CIE o CNS. Attraverso il Centro Notifiche, poi, è possibile controllare quando arriva l’assegno unico.
Le novità della Legge di Bilancio 2025.
La Legge di Bilancio 2025 tra le misure volte al sostegno della genitorialità ha introdotto anche alcune novità che impattano, anche se indirettamente, l’assegno unico.
Con l’obiettivo di potenziare il bonus asilo nido, infatti, si prevede l’esclusione dell’assegno unico per i figli a carico dal calcolo dell’ISEE.
Le famiglie che presentano la DSU ai fini ISEE per accedere al bonus asilo nido, dunque, non si vedranno conteggiate le somme ottenute a titolo di assegno unico.
La disposizione che esclude l’assegno unico dal calcolo dell’ISEE si applica anche al nuovo bonus bebè, cioè l’incentivo di €1.000,00 riconosciuto per i nuovi nati dal 1° Gennaio 2025.
Assegno unico e assegno di inclusione.
Le due prestazioni sono compatibili ma bisogna prestare attenzione alle nuove modalità di erogazione rispetto a quanto accadeva con il vecchio reddito di cittadinanza.
La domanda per l’ADI, infatti, non comporta l’erogazione automatica dell’assegno unico, come invece accadeva con il RdC.
Per poter ricevere l’assegno unico, dunque, le famiglie che precepiscono l’ADI devono presentare un’apposita domanda all’INPS.
L’importo dell’assegno spettante sarà erogato in misura intera, senza le decurtazioni previste quando era in vigore il reddito di cittadinanza.
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